martedì 9 ottobre 2007

Dal giornale...

Pubblico l'articolo che ho scritto per il giornale della mia parrocchia sulla stupenda esperienza vissuta ques'estate...spero vi piaccia! ;-)
Il Cammino si fa PerDono
…meglio marciare che marcire…


Nell’estate che per i più diventa momento, attimo puramente mondano.
Durante i giorni di ferie che divengono sosta, pausa da tutto… anche da Dio (il vero Tutto), ho avuto la grazia di vivere (e sopravvivere!) un’esperienza che lascia il segno. Di quelle che marchiano a fuoco la pelle, e bruciano, un po’ come quando l’allevatore mette il sigillo di proprietà sulle proprie bestie.
Sul finire del caldo Luglio 2007 ho intrapreso un pellegrinaggio (perchè di questo si tratta!) da Orvieto ad Assisi, quella che viene chiamata la “Marcia Francescana”. Assieme a 300 giovani da tutta Italia, guidati (e scortati) da una trentina tra suore e frati ho solcato la terra umbra in un’avventura che “passo dopo passo” è divenuta sempre più paradigma della vita. 130 Km a piedi per 11 giorni di cammino.
Fatta esperienza dell’esodo, dopo la presa di coscienza che in Egitto non si sta per niente bene, dal nostro egitto personale ci siamo incamminati verso la Terra Promessa, attraversando il deserto della prova.
Fatica, sudore, piedi che dolgono… sono solo una minina parte rispetto al ben più grande sforzo spirituale che ci ha avvolto sotto il sole cocente di mezza estate. E così ti viene in mente il quotidiano che ogni (santo!) giorno siamo chiamati a vivere: fatica e sudore.
Sovrabbondante la Parola spezzataci, sovrabbondante il cammino fatto, sovrabbondante l’amicizia creatasi tra noi marciatori, sovrabbondante la fraternità vissuta… sovrabbondante come è qualsiasi dono ricevuto da Gesù. Soprattutto sovrabbondante il Perdono ricevuto per Dono: ci siamo ritrovati figli minori e figli maggiori che ritornano al Padre dopo una lunga assenza da casa. Ritornati a Casa… in quel grembo chiamato “Porziuncola”, per ricevere quel regalo che ci ha lasciato il buon Francesco (San!): “Vi voglio mandare tutti in Paradiso” disse intorno al dodicesimo secolo e da 800 anni si realizza ogni anno l’indulgenza che ci “lava da tutte le nostre colpe”, che ci “ridà la veste bianca”: come agnellini che sulle spalle del buon pastore ritornano all’ovile.
Ed ecco moltiplicatoci in un migliaio di giovani di tutte le marce d’Italia. Ed è subito festa: gioia sui volti di ogni uomo e donna di cui ci si incrociava la sguardo. Si supera ogni barriera che ci fa chiudere e piegare su noi stessi e gli abbracci e i baci di felicità la fanno da padroni. Il sudore e la puzza (e c’è n’era, assicuro!) non fermano la felicità che scaturisce da ogni cuore e ci si ritrova subito a ballare e saltare.
Con la speranza che ora si passi dall’esperienza alla Sapienza, ci si ritrova a marciare sulle strade della vita quotidiana, fiduciosi che quella vocale citata nel sottotitolo non possa più scomparire dal nostro cammino.
Non racconto questo dono per vantarmene, difatti spero (e me lo auguro) che ognuno abbia vissuto una particolare esperienza di fede, ma ho voluto riassumere in queste poche e malmesse righe questa particolare ed entusiasmante avventura vissuta, solamente per dare sfogo a quella sana voglia di comunicare la gioia che ogni bimbo ha quando riceve un dono inaspettato e non meritato: e subito gli brillano gli occhi e poi esce di fretta di casa e appena incontra i propri amici mostra il tesoro che ha ricevuto. I cinque pani e due pesci che da grandi si smette (ahimè!) di condividere.
E così, più di ogni altra volta, si fa pressante quell’auspicio che è ben più profondo di quanto si intende: “Buon Cammino!”.

Enrico Maiorano

3 commenti:

Giovanna-SS ha detto...

troppo carino questo articolo.. con semplicità hai descritto un'esperienza molto personale e particolare.. un abbraccio
Giovanna

E ha detto...

Grazie per questi i tuoi 5 pani e i due pesci che hai condiviso, Buon Cammino e Buon Ascolto, Enrico!

ilaria oristano ha detto...

"meglio marciare che marcire"... che ridere!è proprio vero!vivere è mettersi in gioco, camminare... non rimanere bloccati dalla paura di sbagliare e del giudizio degli altri, rinchiusi nelle proprie misere "sicurezze"... camminare è rischiare, ma Gesù è sempre con noi, il nostro compagno di viaggio! :-)